Oggi volevo parlarvi del mio prossimo laboratorio di arteterapia chiamato “Il Closlieu”.

Il Closlieu è una stanza, un luogo nato dall’ispirazione di Arno Stern nel 1946.

Lui si occupò dei bambini orfani di guerra. Stern colse il bisogno di creare un luogo per ridare serenità ai bimbi sofferenti. Infatti, il Closlieu è ispirato al ventre materno, perpetuandone il calore, la serenità e la tranquillità.

Nel Closlieu si può dipingere in piedi con fogli grandi attaccati alle pareti; ogni bimbo o adulto si esprime senza schemi, senza modelli stereotipati, dipinge per se stesso per il piacere di cogliere risorse interiori… dolore, traumi o gioia.

Il progetto è rivolto a persone dai 5 ai 99 anni. L’obiettivo è quello di entrare in comunicazione con sé stessi, avendo la consapevolezza del proprio stato d’animo.

L’espressione pittorica attinge dalla propria interiorità senza giudizio, senza il concetto di bello e brutto, giusto o sbagliato.



Il mio interesse per questa intuizione di Stern nasce proprio dalla passione per il ritorno di sensazioni liberatorie. Spesso, bambini e adulti vivono dentro una realtà che non dà spazio a capire come ci si sente e come si sta. Spesso non riusciamo ad avere un “tempo lento” per capire come stiamo.

L’arte, essendo un linguaggio inquadrabile nelle neuroscienze, va velocemente in comunicazione con le nostre emozioni, risultando uno strumento ottimo per questo scopo. In circostanze analoghe ho visto bambini ed adulti vivere “il piacere” intrinseco nel creare opere libere, piacere nell’esprimere ciò che le parole non sarebbero mai riuscite a dire. Questa è la vera arte.

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